Elmo dei Tabassi

Famoso è l’elmo dei Tabassi ritrovato in tempi recenti presso il Metropolitan Museum of Art di New York, dopo varie ricerche, dal giovane studioso sulmonese Stefano Mari della facoltà dei Beni culturali dell’Università di Chieti. In una intervista il sig. Mari ha così dichiarato: ”Ho vissuto un’emozione unica quando mi sono reso conto di aver trovato un così prezioso reperto”. L’elmo è considerato un antichissimo cimelio della famiglia ed un importante manufatto della storia delle giostre sulmonesi. Elmo da guerra che veniva usato per le battaglie ed in seguito anche per i tornei. Alla base dell’elmo si evidenzia un colpo d’ arma da taglio o da lancia, ricevuto probabilmente durante un combattimento certamente per motivi bellici. A quale dei Tabassi appartenesse il manufatto non ci è dato conoscere; possiamo ipotizzare che fosse appartenuto a Flaminio Tabassi, di cui abbiamo già parlato in precedenza, avvocato e letterato, amante delle armi.  Oppure, molto probabilmente l’elmo poteva appartenere allo stesso Scipione Tabassi vincitore della giostra nel 1643, il quale lo modificò per l’uso dei tornei essendo un elmo da guerra, considerato dalla famiglia un vero trofeo, a testimonianza di molte vittoriose battaglie cavalleresche ottenute. Ma per non cadere in errore lo chiameremo “Elmo dei Tabassi”.

Divenuto molto importante nella storia cavalleresca perchè il primo ad essere stato costruito in questo modo, era dotato, per la prima volta, di una visiera mobile che rotava intorno ad un piolo e che serviva, in epoca medievale, a salutare il cavaliere avversario. Successivamente questo tipo di elmo venne preso a modello per gli elmi forgiati in seguito, dando origine al saluto militare, tutt’ora in uso presso di noi. Presentava due aperture laterali fino dietro la nuca, per essere sfilato rapidamente in qualsiasi momento della battaglia, cosa che sino ad allora non era stata mai fatta, perché tutti gli altri elmi erano di difficile estrazione. Quindi, non solo l’elmo Tabassi si apriva frontalmente, ma anche lateralmente e fu il primo  ad  essere stato  fatto in  questo modo. E’ probabile che colui che deteneva, sin dall’inizio, questo esemplare di elmo fosse stato anche l’ideatore, certamente esperto nelle armi da guerra, per cui questo divenne l’elmo del cavaliere per eccellenza e fu adottato nel 400 in quasi tutta l’Europa.

Composto di due pezzi accorpati, venne ideato nella prima metà del XV secolo e sarebbe arrivato al Museum di New York dalla preziosa collezione della famiglia dei Salvo di Ferrara. Altra cosa importante che notiamo sull’elmo è lo stemma della Casata Tabassi, come ad esaltare le gesta dei guerrieri appartenuti a questa nobile ed antica famiglia. Notiamo subito il Cimiero dello stemma scolpito, dove si può vedere una forma di torre o, meglio ancora, di castello, quasi a confermare che i primi Tabassi pervenuti dalla Germania possedevano un Castello in Svevia, come molti scrittori antichi ci avevano, da lungo tempo, tramandato. Inoltre, lo stemma riprodotto sull’elmo, simbolo del Casato Tabassi, poteva essere stato inciso verso la fine del 500 probabilmente per privilegio o concessione di qualche Sovrano.  1 

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 Elmo Tabassi: Per la prima volta vediamo lo stemma di una famiglia guerriera scolpito su un elmo da combattimento. A destra la Gorgiera: parte dell’Elmo Tabassi che proteggeva la gola. Anche qui è scolpito lo stemma dei Tabassi.

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A sinistra esemplare di elmo che si apriva frontalmente, ed anche lateralmente, ad imitazione di quello dei Tabassi, diffuso in seguito in tutta Europa. A destra stemma Tabassi con cappello turrito di fine 500 scolpito sull’elmo.

  1. 1: Dalla conferenza tenuta a Sulmona dal Sig. Stefano Mari il giorno 2 ottobre 2009 sull’elmo Tabassi, patrocinato dall’ Archeoclub sulmonese, presso la Sala della Biblioteca Diocesana dal titolo:”Le Giostre di Scipione Tabassi”.

 

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