{"id":309,"date":"2013-01-11T16:14:40","date_gmt":"2013-01-11T16:14:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/?page_id=309"},"modified":"2023-01-04T17:59:37","modified_gmt":"2023-01-04T16:59:37","slug":"altre-notizie","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?page_id=309","title":{"rendered":"Altre Notizie"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><span style=\"color: #000000;\">BREVI CENNI STORICI SULLA FAMIGLIA TABASSI <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0PER RICORDARE<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0***<\/span><span style=\"color: #000000;\">I Tabassi, famiglia di antica nobilt\u00e0, originaria della Svevia in Germania, si spostarono nel Meridione d\u2019Italia alla fine del XII secolo al seguito degli Imperatori tedeschi Hohenstaufen, pi\u00f9 conosciuti come Svevi, formando Casate che si stabilirono all\u2019origine in Sicilia per poi trasferirsi nel Continente. Furono fedeli Consiglieri, Funzionari di Corte e Strateghi militari degli stessi imperatori Svevi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Intorno al 1225 dalla Sicilia, con Federico II, pervennero in Abruzzo a Sulmona in una delle spedizioni che il Sovrano comp\u00ec in quel periodo e fecero subito parte della nobilt\u00e0 civica di quella citt\u00e0. Da una copia di Privilegio del medesimo Imperatore, spedito in Magonza il 29 marzo 1235, si rileva come il suddetto Federico II concesse al nobile soldato Valerio Tabassi suo Primo Maggiordomo, il Castello e <\/span><span style=\"color: #000000;\">la Citt\u00e0<\/span><span style=\"color: #000000;\"> di Sulmona col mero e misto impero, durante tutta la sua vita, cos\u00ec come a Federico, figlio di quest\u2019ultimo, alla morte del padre. In questo Privilegio si fa menzione dei servigi militari resi dal detto Valerio all\u2019Imperatore e dei meriti dei suoi antenati tra i quali si fa memoria di Aldemaro Tabassi, Consigliere e Tesoriere dell\u2019Imperatore Federico I Barbarossa avo di Federico II, contestandosi (dal latino cum e testis = testimonio-dichiarare-comunicare mediante notifica) la nobilt\u00e0 della Casa Tabassi, come quella che trae la sua origine dai Conti di Zollerant nella Svevia. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In seguito la famiglia ebbe Cavalieri, Conti Palatini, <\/span><b><span style=\"color: #000000;\">\u201cFamiliari e Commensali\u201d<\/span><\/b><span style=\"color: #000000;\"> sia dei Sovrani Angioini che Aragonesi oltre che personaggi vicini alla Corte Pontificia. Venne dichiarata <\/span><b><span style=\"color: #000000;\">\u201cdiletta e fedele\u201d<\/span><\/b><span style=\"color: #000000;\"> da re Ladislao e da Filippo II di Spagna e Filippo IV.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Con Diploma Capitolino del 23 marzo 1662 i Tabassi furono<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">aggregati alla nobilt\u00e0 romana godendo degli onori del Patriziato e dell\u2019Ordine Senatorio di Roma, in cui furono ascritti nell\u2019anno 1663.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questa famiglia ebbe il possesso di vari feudi in Abruzzo, tra cui Pacentro, Civitaluparella e Musellaro, conservando quest\u2019ultimo sino alla fine del feudalesimo. Produsse uomini chiari nelle lettere e nel diritto e la sua nobilt\u00e0 venne riconosciuta dal Sovrano Ordine Militare di Malta. <\/span><\/p>\n<p>LETTERA ALL&#8217;IMPERATORE GUGLIELMO II<\/p>\n<p>***Lettera di Valerio Tabassi scritta il 29 settembre 1889 a Sua Maest\u00e0 Guglielmo II, ultimo Imperatore di Germania e Re di Prussia (1888-1918), a cui chiedeva benignamente di crearlo Cavaliere di uno degli Ordini Prussiani istituiti dai suoi\u00a0Augusti predecessori.<\/p>\n<p>Dalla lettera si evince come i Tabassi tenessero in seria considerazione l&#8217;origine della propria famiglia, tanto che Valerio rivela all&#8217; Imperatore l&#8217;antico legame di parentela che li univa, perch\u00e9 derivanti entrambi da un unico e solo ceppo, cio\u00e8 dagli antichi Conti di Zollerant, nel Circolo di Svevia in Germania.<\/p>\n<p>Non sappiamo se la lettera fu mai accolta da Guglielmo II\u00b0 perch\u00e9 quella fu un&#8217;epoca in cui il regno fu contraddistinto da un forte carattere impulsivo da parte dell&#8217;Imperatore che prese decisioni\u00a0spesso in contrasto con la linea politica del Governo di allora per cui, dopo qualche tempo,\u00a0il suo regno \u00a0ebbe fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/my11^001.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1707\" alt=\"my11^001\" src=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/my11^001-214x300.jpg\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/my11^001-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/my11^001.jpg 549w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/my11^002.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1708 alignnone\" alt=\"my11^002\" 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Ufficiale Napoleonico e fautore dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. Capitano della Legione Prov.le dell\u2019Abruzzo Ultra II, nonch\u00e8 Colonnello del Regio Esercito Italiano. Ricopr\u00ec vari incarichi tra cui quello di Agente Consolare di Francia. (1)<\/p>\n<p><strong>Oggi, anno del Signore 2013, per rendere giustizia\u00a0alla storia e maggiormente onorare il\u00a0nostro paese, ritengo doveroso aggiungere a questa lista di personaggi, anche i seguenti nomi che si sono distinti e che molto si sono prodigati\u00a0per il bene\u00a0della nostra comunit\u00e0:<\/strong><\/p>\n<p>Cristoforo Tabassi, Cavaliere e Commendatore dell\u2019Ordine della Corona d\u2019Italia, Presidente onorario della Societ\u00e0 Operaia di M.S. Fratellanza Peligna, nel 1896, per espresso desiderio e sodalizio dello stesso Corpo Societ\u00e0 Operaia di Lama. Presidente della Commissione del Sindacato per il Consorzio di Lama per l\u2019applicazione della legge d\u2019imposta sulla ricchezza mobile, Comandante della Guardia Nazionale di Lama nel 1864, il quale si distinse per i servizi resi contro il brigantaggio.<\/p>\n<p>B.ne dott. Giampietro Tabassi, umanista e benefattore, medico ginecologo al quale molte mamme e bambini debbono la vita. Insigne cultore di studi letterari e filosofici. Il suo amore per i fanciulli fece s\u00ec che sorgesse a Lama, sin dal 1908, un Asilo Infantile, offr\u00ec gratuitamente il terreno e ne cur\u00f2 i dettagli della costruzione. Promosse e potenzi\u00f2 la locale \u201cOpera Nazionale Maternit\u00e0 ed Infanzia\u201d di cui fu solerte Commissario. Fu insignito quale Decano dell\u2019Ordine dei Medici della Provincia di Chieti e pi\u00f9 volte decorato con medaglia d\u2019oro.<\/p>\n<p>L&#8217;URNA DEL BAMBINO GESU&#8217; DI LAMA DEI PELIGNI<\/p>\n<p>***Il 23 Dicembre 1944, appena dopo la guerra, l\u2019Abate di Lama dei Peligni Don Vincenzo De Francesco port\u00f2 qui, nella casa Tabassi, l\u2019urna d\u2019argento del Bambino Ges\u00f9 per sottrarla a qualche possibile furto durante alcuni accomodi alla Chiesa che rimaneva aperta. Questa fu posta sopra al vecchio canterano (com\u00f2) nella camera ad angolo dove allora si dormiva.<\/p>\n<p>Essa conteneva molto oro votivo e fu salvata per puro caso dalla rapacit\u00e0 dei Tedeschi i quali, dopo aver aperto il nascondiglio murato ove era stata nascosta, sicuri che nessuno si trovasse in paese, si erano allontanati per prendere un autocarro e portarla via. Alcuni lamesi coraggiosi che vigilavano nascosti, approfittando del momento propizio, presero l\u2019urna e la nascosero altrove.<\/p>\n<p>I Tedeschi tornando non la trovarono pi\u00f9 e, costretti dall&#8217;imminente ingresso nel nostro paese\u00a0dei soldati dell\u2019esercito Anglo-Americano, dovettero allontanarsi e non ostinarsi pi\u00f9 in altre ricerche, per cui l\u2019urna fu salvata con il Bambinello e l\u2019oro.<\/p>\n<p>L\u2019urna, come dice l\u2019iscrizione a rilievo che vi \u00e8 riportata, fu fatta fare da Raffaele Di Renzo su promessa di suo padre Domenico Di Renzo, nell\u2019anno 1845<\/p>\n<p>Il 15 Aprile del 1945 l\u2019Abate, dopo aver ringraziato la famiglia Tabassi per essere stata custode attenta e garante dell\u2019importante reliquia, riprese l\u2019urna e la riport\u00f2 nella Chiesa Madre di Lama. Bisogna dire che questa reliquia rest\u00f2 nella nostra casa per circa\u00a0quattro mesi ed io stesso ricordo quei giorni. In modo particolare ricordo di essere stato colpito dalla luce emanata dal volto del Bambinello, perch\u00e9 in quel periodo in un\u2019ora del giorno stabilita, i raggi del sole, attraverso il vetro della finestra, colpivano il volto dell\u2019immagine rendendolo ancora pi\u00f9 bello ed evidenziando ancora di pi\u00f9 quel suo sorriso rassicurante e dolce.<\/p>\n<p>Ultimamente nel 1988, quando il nostro benamato Padre Salvatore, frate francescano minore del Convento di S. Maria della Misericordia di Lama, fece eseguire i lavori di restauro nella Chiesa Madre\u00a0a causa del terremoto del 1984, diede l\u2019incarico alla mia famiglia di custodire il prezioso tesoro del Bambinello Ges\u00f9, che fu tenuto segretamente nella\u00a0mia casa per un anno intero.<\/p>\n<p>Ancora una volta la mia famiglia si trov\u00f2 ad accudire gelosamente questi beni preziosi. Trascorso un anno ed essendo terminati i lavori di restauro, ricostruito l\u2019Altare per la celebrazione delle SS. Messe, tutto fu riconsegnato al padre Salvatore, che ringrazi\u00f2 vivamente per la cura e l\u2019attenzione prestata a questi importanti oggetti di valore. Per la seconda volta, dunque, la mia famiglia ha potuto godere di un cos\u00ec raro privilegio. L\u2019aver custodito l\u2019oro e l\u2019urna di Ges\u00f9 Bambino \u00e8 stato,\u00a0 per noi tutti, un onore ed una vera benedizione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/bambinello.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1085\" style=\"width: 224px; height: 112px;\" alt=\"Bambinello Lama dei Peligni\" src=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/bambinello-300x167.png\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/bambinello-300x167.png 300w, https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/bambinello.png 363w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">UN INCONTRO INASPETTATO<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">WordPress\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">^ avvgpcapogrosso@libero.it<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">11\/11\/14<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">Nome: Avv. Giuseppe pio Capogrosso<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Domande\/Commenti: Preg. Barone Tabassi<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">sono un avvocato di Manduria appassionato di storia locale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dovrei parlare della notizia relativa sul digiuno dell&#8217;Immacolata praticato nella Sua famiglia in un articolo da pubblicare su un giornale on-line locale. Dovrebbe trattarsi del digiuno che studi storici ormai accorsati dimostrano essere nato a Manduria (TA), all&#8217;epoca denominata Casalnuovo, nel XVII secolo ad opera di una Arciconfraternita dell&#8217;Immacolata e che veniva praticato assegnando alle famiglie o enti (ad esempio Citt\u00e0) richiedenti un giorno estratto a sorte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">I nomi dei digiunanti sono scritti riportati in un manoscritto (cd. Librone Magno del Digiuno) custodito dalla confraternita (nel quale sono riportati gli stessi versi dell&#8217;invocazione o preghiera da Voi citati). Vorrei sapere se custodite una pagellina a stampa che riporta l&#8217;immagine dell&#8217;Immacolata ed i versi oppure qualche antico libretto a stampa. Ci\u00f2 in quanto agli iscritti al digiuno veniva inviata la cd. carta di Casalnuovo (ossia la pagellina a stampa recante i versi e il giorno assegnato, nel Vs. caso il 17 agosto).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per eventuali notizie mi potr\u00e0 contattare al seguente indirizzo e-mail: avvgpcapogrosso@libero.it<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Saluti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">IP Address: 151.56.188.184<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">**********************************************************<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Giovanni Tabassi ^ giovannitabassi@gmail.com^\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">14\/11\/14<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">a avvgpcapogrosso<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">Stimatissimo Avv. Giuseppe Pio Capogrosso,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">mi ha fatto molto piacere apprendere che Lei come appassionato studioso di storia locale vorrebbe pubblicare la notizia sul digiuno a pane ed acqua che la mia famiglia, sin dal 1709, praticava per la devozione in onore della Madonna Immacolata. Purtroppo, per quanto abbia cercato in questi giorni, non sono riuscito a trovare la cd. di Casalnuovo, cio\u00e8: &#8221; pagellina a stampa o libretto o immagine dell&#8217;Immacolata recante i versi ed il giorno assegnati alla mia famiglia dall&#8217;Arciconfraternita dell&#8217;Immacolata di Manduria.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Non ho capito bene se questo privilegio, toccato in sorte ai miei, Lei l&#8217;abbia trovato scritto sul &#8220;Librone Magno del Digiuno&#8221; custodito dalla Confraternita di Manduria, oppure l&#8217;abbia letto. per caso, sul mio sito internet della famiglia Tabassi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Pertanto Le sarei grato se volesse gentilmente comunicarmi pi\u00f9 precisi dettagli a riguardo. In attesa La ringrazio cordialmente e La saluto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Giovanni Tabassi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">**************************************************************<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">avvgpcapogrosso@libero.it\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">14\/11\/14<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">Preg.mo Barone Giovanni Tabassi,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">sono lusingato per l&#8217;interesse che Ella ha voluto manifestarmi e per le ricerche effettuate.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ritengo che migliori informazioni sulla ipotesi da me formulate, circa l&#8217;origine del digiuno osservato nella Sua famiglia, possa trovarLe nella modesta nota o articolo che Le invio in forma riservata ed in anteprima, prima della prossima pubblicazione sulla testata giornalistica on-line Manduria Oggi (in cui potr\u00e0 trovare, nella sezione Cultura, altri miei contributi).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nell&#8217;articolo vero e proprio, da pubblicarsi a fine novembre, trover\u00e0 poi copia della pagina del Librone del digiuno in cui sono riportati i versi, del cd.&#8221;poeta Michele&#8221; coincidenti con la dovuta invocazione tramandata nella sua famiglia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nell&#8217;occasione mi far\u00e0 cosa gradita, qualora volesse fornirmi ulteriori suggerimenti o informazioni. Mi scuso sin da ora per le eventuali imprecisioni figuranti nell&#8217;articolo riguardo alla Sua famiglia, per le quali potr\u00e0 farmi pervenire le opportune correzioni e precisazioni. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Lieto per l&#8217;incontro che, auspico possa proseguire in futuro, La saluto cordialmente. Le invio altres\u00ec copia di un esemplare ottocentesco della &#8220;pagellina&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Giuseppe Pio Capogrosso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">**********************************************<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Segue copia dell&#8217;articolo<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0scritto dall&#8217;Avvocato Giuseppe Pio Capogrosso, pubblicato sulla testata giornalistica on-line Manduria Oggi, dal titolo: &#8220;Tracce del Digiuno dell&#8217;Immacolata Concezione e della Carta di Casalnuovo in Abruzzo&#8221;&#8230;&#8230;.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">^^ Ho avuto occasione di leggere sul sito internet della nobile famiglia Tabassi, feudatari di Lama dei Peligni (e della relativa frazione di Fonterossi) in terra d&#8217;Abruzzo, di uno speciale digiuno a pane ed acqua che, secondo quanto scrive l&#8217;autore della nota, sarebbe stato osservato, nel suo ambito familiare, annualmente il 17 agosto in onore della SS. Vergine Immacolata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;autore riferisce che la pratica religiosa (in origine iniziata dalla famiglia Carosi, e poi proseguita dai Tabassi che, con i primi, hanno avuto legami matrimoniali) era stata fissata per tale data annuale perch\u00e9 assegnata per sorteggio, era stata assunta con carattere di obbligatoriet\u00e0 per tutti i componenti della famiglia, <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">salvi i casi di malattia o altri impedimenti, e con l&#8217;ulteriore obbligo di confessarsi e comunicarsi sempre in quello stesso giorno. Per il caso in cui il 17 agosto fosse stato di Domenica, la pia pratica doveva essere anticipata al precedente giorno di sabato e, quindi, al 16. L&#8217;autore, che sembra non conoscere la provenienza (geografica) di detta usanza familiare, riferisce altres\u00ec che il digiuno era destinato ad ottenere la protezione della SS. Vergine contro i fulmini, i terremoti ed altre avversit\u00e0 e che, nell&#8217;occasione, i componenti della famiglia erano soliti rivolgere all&#8217;Immacolata l&#8217;invocazione: <strong>&#8220;L&#8217;acqua che bevi nel venerar Maria, fa che il fuoco de&#8217; tuoni estinto sia&#8221;.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Trattasi, sorprendentemente, proprio di un distico a rima baciata del cd. poema del poeta Michele di cui ci parla lo storico mandurino Sac. Leonardo Tarentini a proposito del digiuno dell&#8217;Immacolata, nel suo libro &#8220;Manduria Sacra&#8221; e che \u00e8 dato leggere a pagina 221, della edizione del 1899 (Tipografia D&#8217;Errico), versi 9 e 10, nella seguente tradizione dall&#8217;originale ivi riportata: <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>&#8220;L&#8217;acqua che bevi in venerar Maria Fa ch&#8217; il fuoco dei tuoni estinto sia&#8221;.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Che dire?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">E&#8217; fuori di dubbio che la devota invocazione, in uso presso la nobile casata abruzzese, coincida con i citati versi del poeta Michele (la cui versione originale fedelmente riportata dal Tarentini, \u00e8 contenuta nel cd. Librone Magno del digiuno, foglio 19, ed \u00e8 leggibile nella riproduzione fotografica pubblicata a fianco), essendo irrilevanti alcune minime differenze legate alle trascrizioni del testo (al primo verso -in-\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">al posto di<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">-nel-, nella versione del Tarentini o nell&#8217;originale, e nel secondo verso<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">-ch&#8217;-<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">al posto di<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">-che-<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">e<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">-dei- al posto di -de&#8217;-, sempre nella versione dello stesso storico mandurino e nell&#8217;originale).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A questo punto le domande che \u00e8 lecito porsi sono le seguenti: Come mai il contenuto di una invocazione o breve preghiera in uso presso una nobile famiglia abruzzese, coincide con i versi del poeta Michele, composti per celebrare la pia pratica tutta mandurina del digiuno dell&#8217;Immacolata, digiuno che, com&#8217;\u00e8 noto, studi storici accorsati attestano essere nato a Manduria (all&#8217;epoca denominata\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">Casalnuovo) nella seconda met\u00e0 del XVII secolo?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In qual modo questi versi sono divenuti il contenuto dell&#8217;invocazione anzidetta?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Le risposte, alquanto agevoli, ci vengono fornite dalle conoscenze, ormai acquisite, in ordine alle modalit\u00e0 ed alle procedure seguite nell&#8217;assegnazione della data del digiuno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Alla richiesta di assegnazione (proveniente da singoli individui, gruppi familiari, comunit\u00e0 religiose, Citt\u00e0 ecc.) pervenuta alla Confraternita dell&#8217;Immacolata\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">di Casalnuovo, seguiva l&#8217;estazione a sorte, da parte del Priore e degli altri organi della Confraternita, della data annuale del digiuno (lo scopo della pratica religiosa era quello di assicurare che, durante l&#8217;intero corso dell&#8217;anno, vi fossero sempre dei fedeli ad osservare lo speciale digiuno a pane ed acqua), data che veniva cos\u00ec assegnata al richiedente, il quale riceveva una pagellina a stampa, la cd. Carta di Casalnuovo, riportante, impressi sotto l&#8217;immagine della Vergine Immacolata la data stessa e un distico a rima baciata (contenente l&#8217;invocazione) tratto dal componimento del poeta Michele. Orbene, l&#8217;origine della invocazione tramandata nella famiglia abruzzese (e, aggiungeremo, l&#8217;origine stessa del digiuno da essa praticato) dovrebbe risiedere proprio nel fatto che essa \u00e8 pervenuta in quel contesto perch\u00e9, si potrebbe dire, &#8220;veicolata&#8221; dalla carta del digiuno o Carta di Casalnuovo di cui si \u00e8 detto prima. Successivamente, smarritosi il documento, ne \u00e8 stata dimenticata l&#8217;origine, ma la tradizione e l&#8217;invocazione sono state tramandate oralmente nell&#8217;ambito familiare per giungere fino ai giorni nostri con singolare precisione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La felice scoperta non sarebbe di poco conto, in quanto viene a confermare, con un riscontro, per cos\u00ec dire, &#8220;incrociato&#8221; tra il luogo di origine dei versi del poeta Michele (ossia Casalnuovo, oggi Manduria) ed una dei tanti luoghi di arrivo ) in questo caso, Fonterossi\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">di Lama dei Peligni, in Abruzzo), la provenienza della pia pratica del digiuno a pane ed acqua.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tutto ci\u00f2 dimostra, non solo la fondatezza degli studi riguardanti le modalit\u00e0 di circolazione del digiuno dell&#8217;Immacolata attraverso l&#8217;invio della cd. Carta in vari luoghi\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">d&#8217;Italia (e per fino all&#8217;estero), ma anche l&#8217;ampiezza e la capillarit\u00e0 della sua diffusione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sempre dal citato sito apprendo che, a causa di un tale abate Donato Carosi, nell&#8217;anno 1709 fu costruita in detta frazione di Fonterossi una chiesa dedicata all&#8217;Immacolata Concezione e che, contestualmente, il predetto abate istitu\u00ec, altres\u00ec, una pubblica festa fatta in onore dell&#8217;Immacolata per l&#8217;otto di dicembre di ogni anno. La festa, riferisce l&#8217;autore aveva inizio nel palazzo di famiglia di Lama dei Peligni, con la partecipazione della banda musicale ( ai cui componenti veniva offerto un rinfresco a base di dolci tipici), e proseguiva nella chiesa della frazione di Fonterossi, con la celebrazione della messa e la processione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La devozione familiare per la Vergine Immacolata sarebbe stata poi arricchita dal Carosi con il digiuno a pane ed acqua di cui si \u00e8 detto sopra, trasmesso successivamente alla famiglia Tabassi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ho provato a cercare nel Librone Magno della confraternita mandurina ( nel quale, come noto, sono riportati i nomi degli iscritti al digiuno) eventuali iscrizioni a nome dei Carosi, indicati dall&#8217;autore quali iniziatori della pia pratica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Le ricerche, non essendo riportata nel manoscritto la cittadina di Lama dei Peligni, sono state eseguite per i centri abruzzesi di Chieti e di Sulmona (da cui la famiglia sembra provenire).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Entrambe le localit\u00e0 sono indicate nel Librone Magno, la prima nel foglio 774-fronte (secondo la numerazione di Michele Greco) originariamente 123, la seconda nel foglio 782-fronte, con numerazione originaria 124.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il nome della casa abruzzese non compare. Tuttavia, a partire dal foglio dedicato a Chieti (774-fronte nella nuova numerazione, gi\u00e0 123, inizia l&#8217;elenco dei nomi dei dovuti dimoranti in Carosino (centro oggi in provincia di Taranto), <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">elenco che occupa vari fogli, dal 775-fronte al 781-retro, secondo la nuova numerazione del Greco, e dal 124 al 130 secondo la vecchia numerazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Stranamente, dopo l&#8217;elenco dei devoti di Carosino, i cui ultimi due fogli sono bianchi, sia nel fronte che nel retro (la sola localit\u00e0 \u00e8 indicata in alto, al centro), segue l&#8217;elenco dei devoti di Sulmona contenuto in un foglio la cui numerazione originaria (124) \u00e8 incompatibile con quella del precedente (130), mentre lo sarebbe rispetto alla numerazione originaria del foglio dedicato alla prima citt\u00e0 abruzzese (123), qualora seguisse quest&#8217;ultimo. L&#8217;incoerenza, come segnalato dai pi\u00f9 attenti studiosi del manoscritto (cfr. Michelino Fistetto, &#8220;Se Concetta ho Maria&#8221; &#8211; editore Barbieri-Manduria), dovrebbe essere legata ad antichi, quanto maldestri, interventi di restauro che, spesso, avrebbero portato alla collazione, nell&#8217;attuale manoscritto, di fogli provenienti da almeno due manoscritti diversi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ci\u00f2 spiegherebbe le anomalie nella numerazione originaria delle pagine che, a volte, non \u00e8 neppure progressiva. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Non potrebbe darsi, allora, che, a causa delle parziali assonanze tra le parole Carosino e Carosi e della apparente continuit\u00e0 della numerazione, i fogli con l&#8217;elenco dei devoti dimoranti nel citato centro del Tarantino, siano stati cuciti ed inseriti per errore di seguito al foglio di Chieti e prima di quello di Sulmona, e che sia invece scomparso il foglio che conteneva, per Chieti, la trascrizione del nome della nobile famiglia abruzzese, nome che potrebbe essere stato letto come Carosino?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;ipotesi, senz&#8217;altro affascinante, richiederebbe studi pi\u00f9 approfonditi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Manduria, 8 dicembre 2014, Festa dell&#8217;Immacolata<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">Giuseppe Pio Capogrosso<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">(1) Le notizie relative al digiuno dell&#8217;Immacolata osservato nelle nobili famiglie Carosi e Tabassi sono pubblicate sul sito internet: www.giovannitabassi.it,\u00a0\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">alla voce HOME dal titolo: La Chiesa dell&#8217;Immacolata Concezione e La festa a Fonterossi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">***************************************************<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Giovanni Tabassi\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">^giovannitabassi@gmail.com^<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">16\/11\/14<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">a avvgpcapogrosso<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Stimatissimo Avv. Giuseppe Pio Capogrosso,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">innanzi tutto La ringrazio infinitamente per il magnifico articolo che Ella mi ha inviato in anteprima e in forma riservata dimostrando stima nei miei confronti ed \u00e8 mio desiderio attenderne la pubblicazione on-line, a fine novembre, sulla testata giornalistica &#8220;Manduria Oggi&#8221; nella sezione Cultura. Sulle ipotisi da Lei formulate circa l&#8217;origine del digiuno osservato nella mia famiglia, penso proprio che siano esatte\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">per cui non ha motivo alcuno di scusarsi per eventuali imprecisioni, nell&#8217;articolo da Lei scritto, perch\u00e9 ho gi\u00e0 visto che non ve ne sono e tutto \u00e8 riferito con esattezza. Come Ella afferma, non conoscevo la provenienza di detta usanza familiare, ma pensavo che fosse stata ideata dall&#8217;abate Don Donato Carosi. Ed \u00e8 un vero peccato che ricerche eseguite nei centri abruzzesi di Chieti e Sulmona non abbiano dato risultati certi sul digiuno assegnato ai miei.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Anch&#8217;io credo che tale incoerenza sia legata a maldestri ed antichi interventi di restauro dell&#8217;antico manoscritto e che si sia verificata una confusione nel riordinare alcuni fogli. (Peccato)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Comunque siano andate le cose, \u00e8 ipotizzabile che la mia famiglia fosse iscritta in quell&#8217;elenco e che si sia scambiato il nome dei Carosi con i Carosini, cittadini dimoranti nel Tarantino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Certo di poter continuare proficuamente la nostra collaborazione, saluto distintamente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Giovanni Tabassi.<\/span><\/p>\n<p>IL BANCHETTO DEL BARONE TABASSI<br \/>\n***Da alcuni anni a Sulmona, nella magnifica dimora gentilizia dei Tabassi precisamente nel cortile del Palazzo, si svolge una festa per far rivivere il clima di un banchetto rinascimentale dell&#8217;antica famiglia. A volte, a far da cornice a questa aristocratica cena del Barone Tabassi, \u00e8 l&#8217;ampio e spazioso cortile della SS. Annunziata, quando i convitati superano un certo numero di partecipanti. Il cortile viene preparato con ricche scenografie e immagini ispirate all&#8217;epoca del Rinascimento.<\/p>\n<p>Ecco l&#8217;articolo pubblicato da un noto giornale: Centroabruzzonews del 4 luglio 2014<\/p>\n<p>&#8220;A PALAZZO TABASSI DOMANI SABATO 5 LUGLIO TORNA IL &#8220;BANCHETTO RINASCIMENTALE&#8221;<\/p>\n<p>SULMONA \u2013 Sulmona rivivr\u00e0 il clima di una festa rinascimentale di un\u2019antica famiglia nobile sulmonese con il \u201cBanchetto del Barone Tabassi\u201d, dal men\u00f9 tutto ispirato alla gastronomia tipica dell&#8217;epoca, che sar\u00e0 imbandito domani Sabato 5 Luglio 2014, alle 21 nell\u2019omonimo palazzo Tabassi. Scenografie, costumi, musica e canti, rappresentazioni teatrali, spettacoli di mangiafuoco, giocolieri, personaggi in costume d\u2019epoca, ricco e ricercato men\u00f9: tutto ispirato al Rinascimento.<br \/>\nLa particolare cena, con pietanze tipiche del territorio, cucinate secondo antiche ricette rinascimentali, e arredo curato in tutti i particolari, dal tovagliato ai candelabri, dalle panche alle stoviglie e posate, sar\u00e0 ospitata nella residenza di propriet\u00e0 della famiglia Tabassi, sede oggi del Sestiere di Porta Bonomini, organizzatore dell\u2019evento nell\u2019ambito del cartellone eventi della Giostra cavalleresca di Sulmona. A fare da cornice al Banchetto, sar\u00e0 la dimora gentilizia, risalente al Quattrocento, di alto pregio artistico e architettonico, nel cuore del centro storico sulmonese, in via Ercole Ciofano, in cui emergono in tutto il loro splendore la bifora, lavorata minutamente a traforo, e il portale in stile durazzesco, costruito nel 1449 da mastro Petro da Como. 80 gli invitati, che, come da tradizione, faranno ingresso nel bellissimo cortile quando squilli di chiarine e rullo di tamburi daranno il via alla serata, nelle suggestive atmosfere. 7 saranno le portate previste, che cominceranno con un antipasto di misticanza di erbette con cacio fresco, cacio e miele con pere, pan dorato con guanciale di maiale e cacio, trippa e ceci, con zenzero e zafferano. Si potr\u00e0 degustare, poi, pasta maltagliata con salsiccia e broccoli, ricotta di pecora. E ancora minestra con grani di farro e funghi, stracotto di cinghiale e birra, porcello arrosto di Mastro Aniello, per concludere con melanzane e zucchine arrosto, con mele e pane. Chiudono il men\u00f9 dolci e frutta di Madonna Katia. Il tutto innaffiato con vino di Ippocrasso e rossi e bianchi di aziende vitivinicole locali. Ai partecipanti \u00e8 richiesto un contributo di 35 euro. All\u2019evento sar\u00e0 presente il commissario reggente dell\u2019associazione Giostra Cavalleresca, Domenico Taglieri. Sono stati invitati il sindaco di Sulmona , Giuseppe Ranalli, il vicesindaco Luciano Marinucci, il sindaco di Pratola, Antonio De Crescentiis, il direttore generale della Asl 1, Giancarlo Silveri.<\/p>\n<div>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-309 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=2103'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AltreNotizie1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AltreNotizie1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AltreNotizie1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AltreNotizie1-550x550.jpg 550w, https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AltreNotizie1.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=2104'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AltreNotizie2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=2106'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AltreNotizie3-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=2107'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AltreNotizie4-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=2108'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AltreNotizie5-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=2109'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AltreNotizie6-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<\/div>\n<div>L\u2019ULTIMO SALUTO AL BARONE TABASSI<\/div>\n<div>\n<div id=\"js_1s\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">\n<div id=\"id_5651f5b3000bf1580714428\">\n<p>(Da Rete Abruzzo dell&#8217;11-01-2016. Le notizie a portata di click)<br \/>\n***Rullo di tamburi come rintocchi di campane a morte, bandiere rossoverdeoro listate a lutto e un corteo silenzioso di parenti, amici, hanno accompagnato, lungo Corso Ovidio, il feretro del barone Giacomo D\u2019Alessandro Tabassi, conosciuto come Mim\u00ec, uno degli ultimi nobili di Sulmona, trovato privo di vita da due turiste lo scorso giovedi mattina nel giardino del suo splendido palazzo in via Ciofano. Una cerimonia funebre breve e composta quella&#8230; che, nel primo pomeriggio di oggi, don Sergio Gabriele ha celebrato nella chiesa di San Francesco della Scarpa, tra semplicit\u00e0, sobriet\u00e0 e un composto dolore nel cuore di quanti hanno voluto bene a Mim\u00ec. Il corteo guidato dai ragazzi del sestiere di porta Bonomini, a cui il barone era affezionato, \u00e8 partito da palazzo Tabassi, la sua abitazione in cui ieri sera era stata allestita la camera ardente, visitata da tante persone per l\u2019ultimo saluto all\u2019amico. Dagli esami effettuati sul cadavere \u00e8 emerso un trauma facciale riportato in seguito ad una caduta dalla balconata del palazzo, dove il barone, 81enne, viveva solo. &lt;Era un uomo buono e generoso&gt; hanno ricordato molti dei suoi amici, &lt;l\u2019unico che non ha battuto ciglio nel metterci subito a disposizione le stanze del suo palazzo dopo che il sisma aveva reso inagibile la nostra sede e questo non lo abbiamo mai dimenticato&gt; ha ricordato comosso Angelo Palozzi, capitano del sestiere Bonomini. Tanti gli aneddoti legati al barone, dallo spiccato accento sulmonese, raccontati con affetto dagli amici, che hanno partecipato oggi al funerale. Loro i quali pensano che a portarsi via il loro amico possa essere stata un\u2019accidentalit\u00e0, un malore o un giramento di testa fatale che lo avrebbe fatto cadere dalla balconata finendo nel giardino, con ancora ai piedi le sue pantofole. Non ha voluto mancare oggi al rito funebre il popolo di Bonomini per l\u2019ultimo omaggio al barone. Con il profondo rispetto di sempre.<\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-2 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-2 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-2 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-2 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-309 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=2114'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AltreNotizie7-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=2115'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AltreNotizie8-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=2116'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AltreNotizie9-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=2117'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AltreNotizie10-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl>\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\n\t\t<\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">UN DOCUMENTO DI FAMIGLIA<\/span><\/p>\n<p>Questo documento di famiglia ritrovato di recente, scritto durante il periodo fascista, mostra un&#8217;epoca in cui le nostre donne, per devozione ed amore di Patria, donavano le proprie ricchezze e molto oro per rendere la nostra Italia pi\u00f9 grande e pi\u00f9 bella.<br \/>\nIl documento mette in luce i valori dell&#8217;epoca, divulgati dal regime fascista, che spingevano a difendere diritti quali la libert\u00e0 e la giustizia e soprattutto un forte sentimento patriottico. Tra le nobildonne che lo sottoscrissero c&#8217;\u00e8 Marzia Tabassi, in Rosazza, sorella del barone dott. Giampietro Tabassi di Lama dei Peligni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/13906741_1487671187927084_8879265688436039819_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter  wp-image-2329\" alt=\"13906741_1487671187927084_8879265688436039819_n\" src=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/13906741_1487671187927084_8879265688436039819_n.jpg\" width=\"300\" height=\"457\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/13906741_1487671187927084_8879265688436039819_n.jpg\">\u00a0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(1) V. Cipollone, La Grotta del Cavallone nella Comunit\u00e0 Montana &#8220;Q&#8221;, con il radiogramma Ritorno alla Grotta di Anna Maria Vitta. Nomi illustri pag. 48. Marino Solfanelli Editore &#8211; Chieti 1988.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BREVI CENNI STORICI SULLA FAMIGLIA TABASSI \u00a0PER RICORDARE \u00a0***I Tabassi, famiglia di antica nobilt\u00e0, originaria della Svevia in Germania, si spostarono nel Meridione d\u2019Italia alla fine del XII secolo al seguito degli Imperatori tedeschi Hohenstaufen, pi\u00f9 conosciuti come Svevi, formando Casate che si stabilirono all\u2019origine in Sicilia per poi trasferirsi nel Continente. Furono fedeli Consiglieri, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":7,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/309"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=309"}],"version-history":[{"count":147,"href":"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/309\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":899,"href":"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/309\/revisions\/899"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}