{"id":312,"date":"2013-01-11T16:17:43","date_gmt":"2013-01-11T16:17:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/?page_id=312"},"modified":"2013-01-22T20:17:12","modified_gmt":"2013-01-22T20:17:12","slug":"la-giostra-cavalleresca","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?page_id=312","title":{"rendered":"La giostra cavalleresca"},"content":{"rendered":"<p>Sin da tempi antichi si teneva a Sulmona un tipico torneo medievale, la <b>\u201cGiostra cavalleresca\u201d<\/b>, di cui, nel 1583, il barone Cornelio Sardi, marito di donna Aloisia Tabassi, ordin\u00f2 e codific\u00f2 le regole nei suoi \u201cCapitoli della Giostra\u201d.<\/p>\n<p>Essa si svolgeva nella piazza del mercato due volte l\u2019anno: il 25 marzo, cio\u00e8 nel giorno dell\u2019Annunciazione e il 15 agosto nel giorno dell\u2019Assunta.<\/p>\n<p>Vi convergevano dal Piano Cinque Miglia i mercanti provenienti dai cinque casali: della Taverna, Colleguidoni, S. Antonio, S. Egidio, Madonna del Casale o di Mascatena.<\/p>\n<p>La manifestazione era occasione di svago per tutta la popolazione che animosamente incitava il proprio cavaliere favorito.<\/p>\n<p>Al torneo partecipavano solamente cavalieri di famiglie nobili, che col proprio armamentario si scontravano cruentemente, anche se l\u2019uso della lancia \u201ccortese\u201d dalla punta protetta limitava pi\u00f9 o meno i danni.<\/p>\n<p>Nel 1643, SCIPIONE Tabassi junior (1599-1663), avvocato e letterato, amante delle armi e appassionato per i giochi equestri,\u00a0 vinse vari tornei cavallereschi a Sulmona e per ultimo, prima che questi giuochi finissero definitivamente per mancanza di cavalieri disposti a combattere e rischiare la propria\u00a0 vita, nel 1643 vinse l\u2019ultima Giostra, guadagnando cos\u00ec il primo premio che consisteva in una medaglia d\u2019oro munita di catena e con le lettere incise S.M.P.E. dello stemma di Sulmona. (dal verso di Ovidio Nasone \u201cSulmo Mihi Patria Est\u201d). In tale occasione, gli altri giostratori furono i nobili uomini Gio.Battista, Camillo e Gio.Andrea Mazara, Gio.Giacomo, Francescantonio e Muzio Sardi, il cavaliere napoletano Scipione Aldana e Alfonso Sanit\u00e0. I giudici furono Carlo d\u2019Afflitto, cavaliere napoletano e Giovanni de Capite, patrizio sulmonese.<sup class='footnote'><a href='#fn-312-1' id='fnref-312-1' onclick='return fdfootnote_show(312)'>1<\/a><\/sup>\u00a0 Nel 1640, Scipione, ebbe la carica di Governatore di Roccaraso al servizio di Matteo Marchesano barone di Castel del Giudice. <sup class='footnote'><a href='#fn-312-2' id='fnref-312-2' onclick='return fdfootnote_show(312)'>2<\/a><\/sup>\u00a0L\u2019armatura, ageminata d\u2019oro, che Scipione Tabassi indossava, fu conservata sino ad un secolo fa da Francesco Tabassi, del mio ramo di Sulmona, nel suo palazzo; molti, che a quel tempo ammirarono e apprezzarono questa corazza, ne hanno conservato memoria. Francesco aveva anche un celebre ritratto di Scipione indossante la famosa armatura. In conformit\u00e0 ad una lettera del mio archivio privato, s\u2019ipotizza che la suddetta armatura sia stata in seguito\u00a0 venduta ad un inglese e portata probabilmente al Museo di Londra.\u00a0<sup class='footnote'><a href='#fn-312-3' id='fnref-312-3' onclick='return fdfootnote_show(312)'>3<\/a><\/sup><\/p>\n<p>Gli Atti della Giostra venivano conservati dal barone Domenico Antonio Tabassi in Sulmona,\u00a0 le cui regole, erano dette anche \u201ccapitolazioni\u201d.<\/p>\n<div class='footnotes' id='footnotes-312'>\n<div class='footnotedivider'><\/div>\n<ol>\n<li id='fn-312-1'> I. Di Pietro, (op. cit.), pag. 253. <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-312-1'>&#8617;<\/a><\/span><\/li>\n<li id='fn-312-2'> F. Maiorano, (op. cit.), pag. 233. <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-312-2'>&#8617;<\/a><\/span><\/li>\n<li id='fn-312-3'> Lettera spedita dal barone Domenicantonio Tabassi di Sulmona a Giampietro Tabassi di Lama dei Peligni, il 18 gennaio 1860, Archivio Tabassi, Dossier n. 2. <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-312-3'>&#8617;<\/a><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sin da tempi antichi si teneva a Sulmona un tipico torneo medievale, la \u201cGiostra cavalleresca\u201d, di cui, nel 1583, il barone Cornelio Sardi, marito di donna Aloisia Tabassi, ordin\u00f2 e codific\u00f2 le regole nei suoi \u201cCapitoli della Giostra\u201d. 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