{"id":469,"date":"2013-01-12T11:25:22","date_gmt":"2013-01-12T11:25:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/?page_id=469"},"modified":"2018-11-02T20:02:04","modified_gmt":"2018-11-02T19:02:04","slug":"il-feudo-dei-pizzi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?page_id=469","title":{"rendered":"Il feudo dei Pizzi"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1463, il Serenissimo Re Ferrante D\u2019Aragona concesse all\u2019ill.mo Principe Matteo Di Capua le terre di Palena, Lama, Montenigro, PIZZI e Forca Palena.<\/p>\n<p>Il Feudo dei PIZZI, su cui sorgevano ancora i ruderi di un antico Castello, era chiamato anche PIZZO. Quest\u2019unico e grande appezzamento di terra, <strong>con RUBRICA separata<\/strong>, venne suddiviso in quattro feudi rustici disabitati, ciascuno dei quali ebbe un nome diverso: il primo era denominato \u201cCastelletta o Castel Giovanni Alberico\u201d, il secondo \u201cPizzi di Sotto o Feudicchio\u201d, il terzo \u201cSelvoni\u201d, il quarto ed ultimo feudo, pi\u00f9 esteso, era noto con il nome di \u201cPizzi di Sopra o Cascerie\u201d. Quest\u2019ultimo lo troviamo intestato, nel 1664, al barone Michelangelo Melucci per morte di suo padre Guglielmo Melucci.<\/p>\n<p>Prima ancora, il suddetto feudo era stato tenuto dalla Casa dei principi di Conca: Giulio Cesare, Matteo di Capua, Donna Dorotea\u00a0 (dietro pagamento del Relevio).<\/p>\n<p>Nel 1666 detto feudo pass\u00f2 in beneficio di Pietro Amorosi, con privilegio di Regio Assenso per l\u2019eccellentissimo Don Pietro Antonio D\u2019Aragona vicer\u00e8 del Regno e del Sacro Regio Consiglio. Le altre parti di feudo passarono\u00a0 di propriet\u00e0 dai di Capua ai D\u2019Aquino. (vedi \u201cLe ultime intestazioni feudali nei Cedolari degli Abruzzi\u201d di Giovanni Bono pag. 9-11)<\/p>\n<p>Nel 1748 il feudo denominato Pizzi di Sopra o Cascerie pass\u00f2 per successione alla baronessa Maria Maddalena Amorosi e da questa a suo cugino Nicola Carosi-Amorosi (con Regio Assenso del 20 giugno 1749 registrato nei Regi Quinternioni della Regia Camera della Sommaria al 9 gennaio 1750 n.282 foglio 288) e, successivamente,\u00a0 al\u00a0 nipote di quest\u2019ultimo Giovanni Carosi-Amorosi, nel 1764, ancora con privilegio di Regio Assenso del 16 novembre registrato nei Quinternioni al n. 303 del foglio 218.<\/p>\n<p>Alla morte del barone Giovanni Carosi, avvenuta nel 1801, gli successe il figlio Pietro che mantenne il feudo e l\u2019intestazione sino all\u2019eversione della feudalit\u00e0 avvenuta nel 1806. Il Relevio e lo jus Tapeti furono pagati sino all\u2019agosto del 1805.<\/p>\n<p>Alcuni anni dopo l\u2019eversione della feudalit\u00e0, al barone Pietro Carosi successe la figlia primogenita baronessa Elisabetta Carosi-Amorosi, che spos\u00f2 suo cugino, il barone colonnello Giampietro Tabassi di Zollerant. D&#8217;ora in poi tutta la storia dei Carosi-Amorosi si identificher\u00e0 in quella dei Tabassi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/pianta-planimetrica.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1377 aligncenter\" alt=\"pianta planimetrica\" src=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/pianta-planimetrica-183x300.jpg\" width=\"232\" height=\"325\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Antica pianta del feudo dei &#8220;Pizzi di Sopra o Cascerie&#8221;, degli Amorosi &#8211; Carosi &#8211; Tabassi<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">INTESTAZIONE FEUDALE AL BARONE DEI PIZZI DI SOPRA O CASCERIE,\u00a0 Pietro Carosi\u2013Amorosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=457\" rel=\"attachment wp-att-457\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-457\" alt=\"image023\" src=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/image023-220x300.jpg\" width=\"438\" height=\"572\" \/><\/a><\/p>\n<p>A tutti coloro che furono intestatari di Feudi nei Regi Cedolari, spetta il titolo di Barone, sempre che il possessore del feudo, all\u2019abolizione della feudalit\u00e0, avesse posseduto: <b>\u201cfeudo nobile insignito\u00a0<\/b><b>di effettiva giurisdizione ed investitura Sovrana\u201d<\/b>.<\/p>\n<p>E quando i feudi si potevano considerare tali?&#8230;<\/p>\n<p>Quando conferivano Titoli; quando il passaggio di una zona, di un territorio su cui si estendeva un potere di una persona, avveniva tra un feudatario a l\u2019altro e quando il feudo fosse stato concesso dal Re e dato, su di esso, un potere.<\/p>\n<p><b>E\u2019 il caso del Feudo sopra descritto<\/b><\/p>\n<p>I Feudi, inoltre,\u00a0nel Regno di Napoli, sia che fossero <b>rustici<\/b>, sia che fossero abitati e non abitati, <b>nobilitavano sempre<\/b>, (Quindi erano <strong>NOBILI<\/strong>).<\/p>\n<p>Ultimamente il Titolo di Barone veniva riconosciuto, con Regio Decreto di convalida, secondo quanto stabilito dall\u2019Art. 19 del R.D. 7\/6\/1943, a colui che, ove la feudalit\u00e0 avesse continuato ad esistere, sarebbe stato il 7 settembre 1926 l\u2019intestatario del feudo ed ai <b>suoi discendenti<\/b>, a norma del presente Ordinamento.<\/p>\n<p>Nel 1926 l\u2019intestatario del suddetto feudo era il mio nonno dott. Giampietro Tabassi di Lama dei Peligni, a cui spetta il titolo di Barone (Barone dei Pizzi di Sopra o Cascerie).<\/p>\n<p><strong>*********************************************************************************<a name=\"refuta\"><\/a><\/strong><\/p>\n<p>REFUTA<\/p>\n<p>Refuta del titolo di \u201cMarchese di Navelli\u201d da parte del marchese Giacomo Tomasetti\u2013Trasmondi, nel 1873, a favore del mio bisnonno barone Avv. Giovanni Tabassi di Zollerant, da trasmettersi ai discendenti maschi primogeniti, di generazione in generazione, ad infinitum.<sup class='footnote'><a href='#fn-469-1' id='fnref-469-1' onclick='return fdfootnote_show(469)'>1<\/a><\/sup><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=458\" rel=\"attachment wp-att-458\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-458 aligncenter\" alt=\"image025\" src=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/image025-499x800.jpg\" width=\"499\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/image025-499x800.jpg 499w, https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/image025-187x300.jpg 187w, https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/image025.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 499px) 100vw, 499px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=459\" rel=\"attachment wp-att-459\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-459 aligncenter\" style=\"width: 498px; height: 761px;\" alt=\"image027\" src=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/image027-531x800.jpg\" width=\"504\" height=\"769\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il 3 luglio 1998, la Frigia Casa Amoroso D&#8217;Aragona, ha risoluto di decretare ed ha DECRETATO di rinnovare alla mia persona, il sottoscritto Marchese Giovanni Tabassi di Navelli (residente a Lama dei Peligni CH), <strong>&#8220;il Titolo o dono di tradizione cavalleresca della dignit\u00e0 nobiliare sopra detta con il privilegio di potersi fregiare dell&#8217;Arma gentilizia&#8221;<\/strong> qui sotto riportata.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/stemma_notarile.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-733 aligncenter\" alt=\"stemma_notarile\" src=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/stemma_notarile.jpg\" width=\"402\" height=\"552\" \/><\/a><strong>Arma gentilizia di dignit\u00e0 Marchionale, posto in Maest\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Descrizione: <em>&#8220;Inquartato, nel I\u00b0 TOMASSETTI, nel II\u00b0 CAROSI, nel III\u00b0 AMOROSI, nel IV\u00b0 ZOLLERANT, sul tutto TABASSI.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Sormontato da elmo marchionale, con cercine di nero e di azzurro, assortito da svolazzi di rosso foderati d&#8217;argento e nappe d&#8217;oro, sostenente la corona marchionale ortodossa cimata di cimiero di drago uscente e spiegato di rosso. Lista bifide d&#8217;oro, foderata di rosso, caricata del motto &#8220;HOSTIS IN HOSTEM&#8221; di nero&#8221;<\/em>.<\/p>\n<div class='footnotes' id='footnotes-469'>\n<div class='footnotedivider'><\/div>\n<ol>\n<li id='fn-469-1'> Archivio Notarile di Chieti, Registrato l\u201911 settembre 1877 al n. 825 lib. 2, vol. 19, foglio 92. <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-469-1'>&#8617;<\/a><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1463, il Serenissimo Re Ferrante D\u2019Aragona concesse all\u2019ill.mo Principe Matteo Di Capua le terre di Palena, Lama, Montenigro, PIZZI e Forca Palena. Il Feudo dei PIZZI, su cui sorgevano ancora i ruderi di un antico Castello, era chiamato anche PIZZO. 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