{"id":638,"date":"2013-01-15T09:47:14","date_gmt":"2013-01-15T09:47:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/?page_id=638"},"modified":"2013-01-22T20:29:59","modified_gmt":"2013-01-22T20:29:59","slug":"il-viaggiatore-ed-artista-inglese-edward-lear-ospite-della-famiglia-tabassi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?page_id=638","title":{"rendered":"Il viaggiatore ed artista inglese Edward Lear ospite della famiglia Tabassi"},"content":{"rendered":"<p>Francesco (1795-1877), fratello del barone colonnello Giampietro Tabassi di Celano, visse sempre nobilmente a Sulmona nell\u2019avito palazzo Tabassi in via Mazara, di fronte alla chiesa di San Francesco dei Padri Conventuali. Fu uomo di grande temperamento ed aristocratico signore. God\u00e8 molte simpatie tra i suoi concittadini e fu cultore di studi\u00a0 dall\u2019ingegno acuto e versatile.<\/p>\n<p>Egli prese in moglie la nobildonna Aurora Corvi ed ebbe una sola figlia di nome ANGELA, che and\u00f2 in moglie a Giuseppe Mazzara.<\/p>\n<p>Nel 1843, Francesco ospit\u00f2 nel suo palazzo il viaggiatore ed artista inglese Edward Lear, che ne descrisse la vita domestica.<\/p>\n<p>A ricordo di tale occasione, fu posta dagli eredi Scalzitti, attuali proprietari del palazzo, una lapide commemorativa, tuttora esistente nel cortile.<\/p>\n<p>Lear, ospite anche degli altri fratelli di Giampietro, Stefano e Panfilo, rispettivamente a Pescina e Celano, cos\u00ec descriveva nel suo libro \u201c <b>VIAGGIO ILLUSTRATO NEI TRE ABRUZZI<\/b>\u201d:<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><i>&lt;&lt;\u2026Don Romeo Indelicato (nome piuttosto curioso, come ognuno pu\u00f2 notare) mi aveva gentilmente fornito di una lettera per una delle principali famiglie del paese, i Tabassi.<\/i><\/p>\n<p><i>Ho gi\u00e0 riferito tanto di Celano che non resta che dare qualche notizia sui miei nuovi ospiti e sulla loro famiglia. I Tabassi sono originari di Solmona e di loro si parla in vecchi libri come tra i pi\u00f9 antichi di quella citt\u00e0. I loro possedimenti sono disseminati per gli Abruzzi: il fratello maggiore, il Barone Tabassi, risiede a Chieti; Stefano abita a Pescina; Francesco ha una bella casa a Sulmona e Panfilo vive a Celano con due sorelle non sposate; una terza \u00e8 monaca.<\/i><\/p>\n<p><i>Ho passato quattro giorni a Celano; Don Francesco e Don Panfilo, Donna Costanza e Donna Felicetta erano allora gli occupanti della casa paterna. Questa buona gente colse tutte le occasioni per farmi favori e per aiutarmi; ma mi lasci\u00f2 fare quello che preferivo per quanto riguardava le mie occupazioni fuori casa. Alla sera, alcune persone della citt\u00e0 venivano in casa e si divertivano a guardare i miei disegni, in cui riconoscevano le proprie case e quelle di altri\u2026 Eravamo seduti a cena nella prima sera del mio arrivo, quando mi sono sentito improvvisamente spingere avanti la sedia, finch\u00e8 il mio naso ha quasi toccato il tavolo. Ho pensato: sar\u00e0 un nuovo modo escogitato dal domestico che sta dietro per sistemare ciascun convitato nel posto adatto; ma subito dopo tutta la famiglia si \u00e8 alzata in piedi e alcune persone eccitate sono entrate correndo nella stanza e gridando: \u201cTerremoto\u201d\u2026La famiglia Tabassi viveva in modo semplice, nel benessere, senza alcuna ostentazione. Le stanze del loro palazzo erano comode per una residenza italiana; ma un occhio inglese quasi rimpiange la mancanza di tende, di tappeti e di abbondante mobilio, anche l\u00e0 dove il clima caldo non rende necessario un simile lusso\u2026Don Panfilo mi condusse all\u2019interno del castello, un nobile edificio: i portali intarsiati, le finestre, il cortile, la cappella, tutto secondo una solenne magnificenza baronale, ma trascurata e in decadenza\u2026Alle dodici (poich\u00e9 ci eravamo alzati alle quattro) abbiamo mangiato una buona minestra, merlani freschi, cappone bollito, fette di prosciutto crudo e salsicce di Bologna, montagne di macaroni,\u00a0 vitello ripieno, piccione arrosto, pere, prugne e meloni furono assai graditi; e questo era l\u2019usuale livello dei loro pasti.<\/i><\/p>\n<p><i>Dormire \u2013 disegnare fino all\u2019imbrunire \u2013 societ\u00e0 \u2013 cena\u2026\u201d<\/i><\/p>\n<p>Poi, parlando di Pescina, cos\u00ec descriveva:<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><i>\u201c\u2026.Pescina \u00e8 un grande paese con tremila abitanti; colpisce per la sua posizione sul fianco di un selvaggio burrone o gola, attraverso cui il piccolo fiume corre verso il<\/i><\/p>\n<p><i>lago. Le sue case sono ammonticchiate in maniera molto singolare, l\u2019una sull\u2019altra; la maggior parte ha annesso alcune colombaie. Un castello in rovina corona l\u2019intero quadro.<\/i><\/p>\n<p><i>Appena arrivato, mi rivolsi a Don Stefano Tabassi,\u00a0 persona cortese ed erudita che vive al Palazzo Tomasetti, un edificio ai piedi del paese, contenente, come al solito, un labirinto di stanze, tappezzate con arazzi sbiaditi o drappi rossi e adornate ad infinitum\u00a0 di ritratti. Due giovani abati, suoi nipoti, mi accompagnarono alla grande attrattiva di Pescina, la casa dove\u00a0 il 14 luglio 1602 nacque il Cardinale Mazarino\u2026Don Stefano de\u2019 Tabassi assicura pranzetti davvero eccellenti, ed i suoi vini sono degni di una nota particolare. La sua conversazione era molto piacevole, talch\u00e8 le nostre ore di riunione e di cena passavano via allegramente. L\u2019ospitalit\u00e0 sincera di questa gente non sar\u00e0 mai\u00a0 apprezzata abbastanza\u2026\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0\u00a0<\/i>Infine, recatosi a Sulmona, cos\u00ec descriveva:<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><i>\u201c\u2026Subito dopo, la valle dischiude l\u2019ampia veduta della pianura di Solmona con tutte le sue incantevoli montagne.<\/i><\/p>\n<p><i>Entrando nell\u2019antica citt\u00e0 dei Peligni per la seconda volta, mi recai presso l\u2019accogliente Palazzo Tabassi, dove Francesco (chiamato Don Ciccio) mi ricevette con la massima cordialit\u00e0 possibile il 15, 16, 17 settembre 1843. Questi giorni li passai a Sulmona nel modo pi\u00f9 piacevole; lodare il buon gusto e la gentilezza dei miei ospiti non sarebbe che una ripetizione di quanto ho gi\u00e0 scritto\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>il 18 settembre 1843 \u2013 Lasciando la mia roba a Casa Tabassi, partii su una corrida alla volta di Popoli\u2026&gt;&gt; <sup class='footnote'><a href='#fn-638-1' id='fnref-638-1' onclick='return fdfootnote_show(638)'>1<\/a><\/sup><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=642\" rel=\"attachment wp-att-642\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-642\" alt=\"lear01\" src=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/lear01-194x300.png\" width=\"155\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/lear01-194x300.png 194w, https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/lear01.png 424w\" sizes=\"(max-width: 155px) 100vw, 155px\" \/><\/a>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=643\" rel=\"attachment wp-att-643\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-643\" alt=\"lear02\" src=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/lear02-206x300.png\" width=\"165\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/lear02-206x300.png 206w, https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/lear02.png 480w\" sizes=\"(max-width: 165px) 100vw, 165px\" \/><\/a>\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/?attachment_id=641\" rel=\"attachment wp-att-641\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-641\" alt=\"lear03\" src=\"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/lear03-177x300.png\" width=\"142\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/lear03-177x300.png 177w, https:\/\/www.giovannitabassi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/lear03.png 237w\" sizes=\"(max-width: 142px) 100vw, 142px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">da Sinistra: Stefano Tabassi, Francesco Tabassi e Angela Tabassi, figlia di Francesco, sposata\u00a0con Giuseppe dei\u00a0Marchesi Mazzara.<\/p>\n<div class='footnotes' id='footnotes-638'>\n<div class='footnotedivider'><\/div>\n<ol>\n<li id='fn-638-1'> Edward Lear, Viaggio Illustrato nei Tre Abruzzi, (1843-1844), Sulmona 1974, pag. 88-109, Biblioteca comunale \u2013 Sulmona. <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-638-1'>&#8617;<\/a><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco (1795-1877), fratello del barone colonnello Giampietro Tabassi di Celano, visse sempre nobilmente a Sulmona nell\u2019avito palazzo Tabassi in via Mazara, di fronte alla chiesa di San Francesco dei Padri Conventuali. 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