{"id":937,"date":"2013-01-29T09:35:37","date_gmt":"2013-01-29T08:35:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giovannitabassi.it\/?page_id=937"},"modified":"2014-10-21T10:20:01","modified_gmt":"2014-10-21T09:20:01","slug":"notizie-flash","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.giovannitabassi.it\/?page_id=937","title":{"rendered":"Notizie flash"},"content":{"rendered":"<p>(TABASSI), &#8220;Famiglia aggregata al Primo Ordine Civico della citt\u00e0 di Sulmona dalla sua fondazione avvenuta nel 1254 ad opera di Federico II\u00b0 di Svevia; decorata della &#8220;Regia Familiarit\u00e0&#8221; ed aggregata alla nobilt\u00e0 romana, fu infeudata di Musellaro.\u00a0Con RR.LL.PP. (Regie Lettere Patenti) del 6 maggio 1891 venne riconosciuta del titolo di barone di Musellaro.\u00a0La famiglia \u00e8\u00a0iscritta nel Libro d&#8217;Oro della Nobilt\u00e0 Italiana e\u00a0 nell&#8217;Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>*******<\/strong><\/p>\n<p><strong>***<\/strong>Nonostante l\u2019infeudazione di Sulmona a principato, nel 1526, a Carlo de Lannoy, la citt\u00e0 possedeva ormai una ben consolidata classe nobile, che sopravviveva con i suoi privilegi fino all\u2019abolizione dei Collegi nobiliari, avvenuta nelle provincie napoletane il 25 aprile 1800.<\/p>\n<p>E\u2019 interessante notare come all\u2019interno del ceto nobile sulmonese, che assunse la caratteristica di <b>\u201ccasta chiusa\u201d<\/b>, era praticata quasi rigorosamente <strong>l\u2019endogamia<\/strong>, l\u2019usanza cio\u00e8 di contrarre matrimoni esclusivamente tra le famiglie godenti nobilt\u00e0, creando un mirabile intreccio genealogico, sociale ed economico tra le varie casate patrizie sulmonesi. Le famiglie di Sulmona nobili\u00a0 <b>\u201cex-genere\u201d<\/b> da prima del XVI secolo, pervenute fino ai nostri giorni, erano le seguenti otto, alle quali solo spettava il titolo di <b>\u201cNobile di Sulmona\u201d<\/b> :<\/p>\n<p>CAPOGRASSI \u2013 CORVI \u2013 DE MATTHEIS \u2013 MAZARA \u2013 SANITA\u2019- SARDI \u2013 <b>TABASSI \u2013 <\/b>TRASMONDI<b>.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*******<\/p>\n<p><strong>***<\/strong>La Famiglia Tabassi\u00a0onorata della <strong>&#8220;Regia Familiarit\u00e0&#8221;,<\/strong>\u00a0nel 1413,<strong>\u00a0<\/strong>da Re Ladislao, venne dichiarata <strong>&#8220;diletta e fedele&#8221; <\/strong>da Filippo II e Filippo IV. Aggregata alla nobilt\u00e0 romana nel 1662,\u00a0fu riconosciuta nobile dall\u2019Ordine di Malta.<\/p>\n<p>Qualche secolo dopo, relativamente alla qualit\u00e0 e ai gradi di nobilt\u00e0 delle famiglie, Carlo III, con dispaccio 25 gennaio 1756, dichiarava che essa era di tre classi: <b>la prima<\/b> consisteva <b>nella nobilt\u00e0 generosa<\/b> e si verificava allorquando, nella continua serie dei secoli, una famiglia era giunta a possedere qualche feudo nobile o quando,\u00a0 per legittime prove, veniva ammessa tra le famiglie nobili di una citt\u00e0 regia, nella quale vi fosse una vera separazione dalle famiglie civili e molto pi\u00f9 da quelle popolari. <b>(era questo il caso della famiglia Tabassi)<\/b>.<\/p>\n<p><b>La seconda<\/b> classe di nobilt\u00e0, detta di privilegio, la godevano coloro i quali, per i loro meriti e servigi personali prestati alla corona ed allo stato, giungevano ad essere promossi dalla munificenza dei principi a gradi maggiori ed onorifici della milizia, della toga o della corte e giungevano ad ottenere decorosi impieghi, che trasmettevano loro un\u2019 impronta tale\u00a0 da elevare ciascuno di loro a maggiore o minore rango.<\/p>\n<p><b>La terza <\/b>classe, che comprendeva quelli che si reputavano nobili, era chiamata legale o civile.<b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*******<\/p>\n<p>***Nel 1680 in Sulmona esistevano i seguenti rami Tabassi:<\/p>\n<p>Il ramo del barone di Musellaro Domenico Antonio e suo fratello Teodoro Marcantonio, con dimora gentilizia nel palazzo Tabassi del XV secolo, nell\u2019attuale via Ciofano in Sulmona. Teodoro dar\u00e0 origine, in seguito, al ramo <strong>cadetto<\/strong> di Capua.<\/p>\n<p>Il ramo di Gianbattista con i figli Francesco, Giacinto e Diego, con dimora gentilizia nel palazzo Tabassi, nell\u2019attuale via Mazara in Sulmona. Questi\u00a0 tre rami provenivano tutti dalla linea\u00a0 primogenita di Benedetto (n.1510),\u00a0 sposato con\u00a0 Violante Camponeschi ed in seconde nozze con\u00a0 Ippolita De Canibus.<\/p>\n<p>Esistevano, inoltre, i rami <strong>collaterali<\/strong>\u00a0di Tommaso II\u00a0e di Giovanni Antonio II, con dimora gentilizia nel palazzo\u00a0 Tabassi sito dietro la Chiesa della SS. Annunziata nella parrocchia di S. Pietro<sup class='footnote'><a href='#fn-937-1' id='fnref-937-1' onclick='return fdfootnote_show(937)'>1<\/a><\/sup>.\u00a0\u00a0Questi due rami provenivano dalla linea di Scipione I (n. 1515), sposato con Del Tinto e in seconde nozze con Sulpizia Colonna dei principi di Stigliano. Dal ramo di Giovanni Antonio II si origin\u00f2 il ramo Tabassi di Lama dei Peligni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*******<\/p>\n<p>***Nel XIX\u00a0 secolo la famiglia Tabassi era cos\u00ec rappresentata: dai discendenti del barone di Musellaro Domenico Antonio, residenti in Sulmona; dal barone Giampietro vivente nel 1860 e residente a Chieti e Lama dei Peligni; da Francesco vivente nel 1870 e residente in Sulmona e da Panfilo vivente nel 1890 e residente in Celano.<\/p>\n<p>Il ramo dei baroni di Musellaro,\u00a0\u00e8 iscritto nel Libro d\u2019Oro della Nobilt\u00e0 Italiana e nell\u2019Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano della Consulta Araldica del Regno del 1933 con i titoli di Barone di Musellaro, Nobile di Sulmona, Nobile.<\/p>\n<p>Tutti gli altri rami Tabassi non\u00a0sono compresi negli Elenchi Ufficiali, ma figurano a pag. 1067 dell\u2019Annuario della Nobilt\u00e0 Italiana, 1905, (prima serie) dove venivano annoverate soltanto famiglie in possesso di \u201cNobilt\u00e0 Generosa\u201d e con vita \u201cMore Nobilium\u201d dimostrata principalmente dal possesso antico di uno stemma gentilizio che ebbero riconosciuto dal Regno d\u2019Italia e come tali iscritte nell\u2019apposito Registro Araldico\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class='footnotes' id='footnotes-937'>\n<div class='footnotedivider'><\/div>\n<ol>\n<li id='fn-937-1'> R. Carrozzo, Le Dimore gentilizie dei Tabassi e dei Merolini in Sulmona, in &#8220;Pietre preziose&#8221;, a cura di E. Mattiocco, Lanciano, Editrice Itinerari srl, Maggio 2013. -F. Mugnos, (op. cit.), pag. 478. <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-937-1'>&#8617;<\/a><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(TABASSI), &#8220;Famiglia aggregata al Primo Ordine Civico della citt\u00e0 di Sulmona dalla sua fondazione avvenuta nel 1254 ad opera di Federico II\u00b0 di Svevia; decorata della &#8220;Regia Familiarit\u00e0&#8221; ed aggregata alla nobilt\u00e0 romana, fu infeudata di Musellaro.\u00a0Con RR.LL.PP. 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